Psicologia

Come lo Stress ti allontana dal Cuore

Scritto da Cristiana Gallo

Ci siamo abituati a vivere in ciò che chiamiamo progresso.

L’industrializzazione e la tecnologia circondano le nostre esistenze e oggi pensare di fare a meno di un automobile, di uno smartphone , di un forno a microonde sembra davvero impossibile, eppure una riflessione la dobbiamo a noi stessi.

Ad esempio, quello delle automobili lo chiamano inquinamento acustico, ma di fatto tutti ci siamo abituati a vivere con il nostro sistema acustico perennemente sotto stress. Aggiungiamo a questo che, se stiamo guidando un’autovettura nel traffico ordinario di una città, ci ritroviamo a perdurare in un effetto tilt per il nostro sistema cognitivo, fatto di una sequenza ininterrotta di folle, frizione e prima, folle, frizione e prima che chiamiamo traffico.

Moltissimi sono gli esempi che si potrebbero fare rispetto a come tutt’intorno ci siamo costruiti un tipo di società che impatta sui nostri sensi primari in modo negativo e limitante.

Un altro esempio interessante di questo fenomeno, che vede noi uomini contro noi stessi, interessa il senso della vista: hai mai pensato a quanto orizzonte vedi nella tua città? Ecco. Se non l’hai mai fatto, fallo adesso e potrai facilmente renderti conto che, se non abiti in campagna, l’orizzonte non lo vedi quasi mai. I nostri occhi si abituano alla vista di tutto come qualcosa di vicino e di finito eppure il pianeta che abitiamo ci predisponeva a tutt’altra modalità visiva e i nostri occhi sono completamente viziati da tale limitazione.

Tutto questo sistema di placida distorsione dei nostri sensi si conclude in una limitazione della nostra sensibilità, in fin dei conti ciò che ci accade è che non abbiamo più il contatto col nostro sistema interiore.

In natura è evidente come tutti gli organismi spostano spontaneamente la direzione dei sensi dall’interno all’esterno se interviene uno stimolo da discriminare che può essere un rumore forte o un oggetto non conosciuto.

Va da se, che l’organismo abituato dalle condizioni esterne a perdurare in questo spostamento dei sensi sull’esterno, ne risente, come minimo, risultando stressato e sopisce quella capacità innata di sentirsi dall’interno.

La cosa che più preoccupa è che spesso non si ha neanche più il ricordo di cosa significa accorgersi, ad esempio, del proprio cuore, non intendendo nulla che abbia a che fare con i sentimenti, piuttosto di come esso batte fungendo da antenna sia rispetto a come ci sentiamo dentro, sia rispetto a ciò che accade all’esterno nell’ambiente che ci circonda.

La stessa cosa vale per il nostro intestino, per il nostro sangue e per tutto ciò che comprende il nostro meraviglioso organismo.

Siamo provvisti di un ambiente interno infinito, dalle infinite possibilità a contrastare quello finito che ci siamo costruiti attorno.

Un ritorno all’interno di noi stessi è una vera e propria scoperta, auspicabile ma soprattutto possibile, se lo vogliamo.

Autore

Cristiana Gallo

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio con il numero 15468. Psicoterapeuta ed Analista Bioenergetica specializzata in Psicoterapia Individuale e di Gruppo. Grafologa.
Conduttrice di Esercizi di Bioenergetica e Insegnante Yoga.