Analisi Bioenergetica

Carattere e Tratto del Masochismo nella Teoria Bioenergetica

Scritto da Cristiana Gallo

“Era addestrato fin dall’infanzia a individuare le regole nel caos. Ma di fronte all’abbandono siamo tutti uguali: nemmeno una testa molto ordinata può reggere alla scoperta di non essere amata.”

Elena Ferrante

La moderna teoria bioenergetica non attribuisce mai ad una persona un unico carattere, poiché guarda all’individuo ponendo l’accento sulla sua evoluzione come attraversamento di bisogni primari ed irrinunciabili e compiti evolutivi, che porteranno ognuno verso l’unicità individuale.

Ogni individuo è infatti il risultato di varie esperienze che favoriscono la formazione di un dato tratto caratteriale vissuto in modo soggettivo, più quell’altro tratto caratteriale e così via.

Il Masochista è di fatto un carattere della Bioenergetica, ma esso può apparire come tratto tangente tutti i tipi della caratteriologia di Alexander Lowen.

Sono cinque le caratteristiche che devono essere tutte presenti perché si parli di struttura masochista, le stesse potranno separatamente essere presenti in tutte le altre strutture caratteriali prendendo significato di resistenza:

  • In primo luogo, c’è la tendenza al costante lamento derivante da una sensazione soggettiva di sofferenza cronica.

La radice di questo lamentarsi sta nel fatto che il soggetto è costantemente sottoposto a due forze interne opposte, quella del trattenere e quella del lasciar andare. Tali forze interne sono in realtà forze derivanti dall’avere introiettato indicazioni contrastanti nel periodo di sviluppo anale. È’ infatti tipico che il soggetto sia stato incoraggiato all’esibizione rispetto alla defecazione dalla madre e che contemporaneamente abbia ricevuto proibizioni dal padre sullo stesso aspetto. Il masochista sarà intrappolato tra queste due tendenze opposte e sentirà di non potersi liberare da solo, di conseguenza torturerà gli altri con il suo lamentarsi come a chiedergli di liberarlo. La lamentela masochista ha anche un altro aspetto importante, significando un esibizionismo mascherato. Poiché vi è la memoria più o  meno inconscia dell’impossibilità di proporsi nel ed al mondo con orgoglio, il soggetto fa mostra di se stesso ed attira l’attenzione attraverso il pietismo, modalità subdola della lamentela costante.

  • Il secondo punto e una specificazione del primo e tratta di una sorta di mania a torturare gli altri, cosa che rende infelice il tormentato non meno del tormentatore.

La dinamica vuole che chi viene tormentato dal lamento perenne alla fine esprima la sua rabbia ed allevi la tensione del soggetto masochista che può così decomprimerla, liberandosi dal suo peso. Il masochista non può cercare la liberazione direttamente per paura di essere punito col fine ultimo che sia qualcun altro ad assumersi la colpa di essere il cattivo.

  • Il terzo tratto caratteriale è il comportamento particolare di tale soggetto che appare maldestro e privo di tatto.

Il masochista si sente profondamente brutto e stupido, ciò causa un intenso dolore soggettivo che lo porta a viversi e ad essere percepito come un disadattato.

  • Il quarto tratto comprende le tendenze all’autoumiliazione e all’autolesione. Anche queste tendenze sono in questa struttura croniche.

Il soggetto masochista degrada il Sé poiché ha imparato che così ottiene l’attenzione dell’altro. Il suo ideale dell’Io è fallico, poiché egli ha raggiunto questa fase di sviluppo a livello dell’esibizionismo, ma è stato disapprovato e disprezzato dalla madre per questa esibizione e di conseguenza egli si è rifugiato e fissato alla fase precedente, quella dell’esibizionismo anale, che era sempre stato stimolato ed elogiato dalla madre. Posto che in contrasto con l’ideale dell’Io fallico, la sua struttura anale lo fa sentire inferiore, egli si vergognerà profondamente del suo stato, soffrendo ancora di più, poiché più sentirà l’impulso di esibire più dovrà inibire.

  • Il quinto ed ultimo tratto è l’intensa paura di essere abbandonato.

Il masochista ha avuto paura di perdere l’amore di sua madre ed ha appreso una forma di adattamento all’ambiente che segue la formula dell’essere buoni al fine di non perderlo. Questa soluzione rintracciata nell’infanzia si trasformerà in un comportamento adulto teso al mostrarsi miserabile per ottenere risposte dall’oggetto amato.

Altro aspetto dello stesso tratto è quello che vede nel masochista un bisogno d’amore insaziabile, laddove più amore ottiene il soggetto più ne vuole e chiede lamentandosi della sua solitudine. Tale meccanismo é tipico della struttura masochista e la differenzia da tutte le altre.

Autore

Cristiana Gallo

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio con il numero 15468. Psicoterapeuta ed Analista Bioenergetica specializzata in Psicoterapia Individuale e di Gruppo. Grafologa.
Conduttrice di Esercizi di Bioenergetica e Insegnante Yoga.