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Meccanismi di difesa

Scritto da Cristiana Gallo

“Se si esige che tutto ciò che accade nella psiche debba per forza esser noto alla coscienza, si avanza in effetti una pretesa insostenibile.”

Sigmund Freud

La prima cosa da premettere per parlare di Meccanismi di Difesa è che il termine “difesa” non ne rende la trattazione semplice. Pare che Freud abbia usato tale termine per amore delle metafore belliche e di fatto ancora oggi è questo il termine usato nella pratica analitica per descrivere tutte quelle caratteristiche della mente che costellano una personalità, tanto da farlo divenire d’uso comune.

Altra premessa importante è che, qualunque difesa, nasce dall’angoscia, non dalla paura. Quando proviamo paura il pericolo è esterno, con l’angoscia invece il pericolo è interno.

Se tutte le difese vengono utilizzate dalla psiche inconscia per proteggere la psiche conscia da un’angoscia è anche vero che non tutte sono disfunzionali. Ed è quando la difesa psichica è salvifica per l’integrità di psiche che il termine “difesa” si fa distonico.

Le difese, essendo inconsce, scattano in modo automatico ed hanno lo scopo di escludere dalla consapevolezza gli impulsi considerati inaccettabili o incontrollabili.

Ma quand’è che un impulso viene considerato inaccettabile dal nostro inconscio?

Accade quando si fa strada il giudizio inconscio secondo cui l’espressione dell’impulso provocherebbe punizioni o vendette da persone esterne o dal giudice interiore, la cosiddetta coscienza morale.

Sintetizzando, il funzionamento che vede utilizzata una difesa parte da un impulso, a cui segue un giudizio, che crea uno stato di apprensione, che sfocia in angoscia, solo laddove non si instauri la difesa.

Benché richiamati dalla necessità di evitare la minaccia di perdere il controllo su un impulso inaccettabile, tutti i meccanismi di difesa possono continuare ad operare oltre la minaccia avvertita ed è in tal caso che vanno a strutturare, più o meno funzionalmente, ciò che chiamiamo personalità nel suo modo abituale di comportamento.

Infine, è interessante sapere che una difesa psicologica può essere utilizzata a diversi gradi di intensità e che esistono difese tipiche delle persone nevrotiche, dette evolute, e tipiche delle persone psicotiche, dette primitive. Va riconosciuto l’uso di difese primitive anche in persone nevrotiche, mentre le persone con una psicosi sembrano non essere in grado di utilizzare difese evolute.

Autore

Cristiana Gallo

Psicologa iscritta all’Albo degli Psicologi del Lazio con il numero 15468. Psicoterapeuta ed Analista Bioenergetica specializzata in Psicoterapia Individuale e di Gruppo. Grafologa.
Conduttrice di Esercizi di Bioenergetica e Insegnante Yoga.