Isabella Lipperi

Mi chiamo Isabella e sono una ricercatrice di Bellezza e Verità.

Credo che ogni essere umano sia qui per ritrovare se stesso. Per questo motivo vedo la vita come una grande palestra nella quale esercitarsi al fine di raggiungere tale obiettivo.

La ricerca interiore è stata una costante nella mia vita e già intorno ai 17 anni ho iniziato a domandarmi “Ma io… chi sono?”, avvicinandomi alla spiritualità orientale e cominciando a desiderare di fare un viaggio alla scoperta dell’India.

Sempre nello stesso periodo, letture, incontri ed esperienze hanno confermato la sensazione che stava nascendo dentro di me, ovvero che la Realtà non si ferma a ciò che percepiamo con i nostri sensi… C’è di più.

Comunque… il viaggio in India è avvenuto… ma qualche anno dopo. Partita da sola e raggiunto questa terra tanto desiderata, ho passato i miei giorni all’interno di un ashram, arricchendo la mia esperienza con pratiche meditative.

Se le domande esistenziali sono emerse in adolescenza, il bisogno di trovare e custodire spiragli di Bellezza e Verità si è manifestato molto prima, fin dalle elementari, attraverso il teatro e la poesia.

Scrivo poesie fin da piccola. La Poesia si è intrufolata nella mia vita, e non mi ha più lasciata. Sceglie Lei quando arrivare. A volte possono passare mesi prima che torni a dettarmi parole. Ma quando torna, è un fiume in piena che scorre dall’alto al cuore, e dal cuore alle mani, facendomi comporre un verso dopo l’altro. Negli anni ho dato vita a varie raccolte poetiche e partecipato a concorsi.

Per quanto riguarda il teatro, ho iniziato intorno ai sette anni e, terminato il liceo, mi sono iscritta presso l’Accademia D’arte Drammatica Cassiopea, diplomandomi come attrice professionista. L’approccio olistico di questa scuola, mi ha permesso di sperimentare a fondo il potere terapeutico del teatro, facendo nascere in me il desiderio di integrare al percorso artistico, lo studio della psicologia. Inoltre, attraverso il teatro, ho riscoperto il corpo, appassionandomi ad un particolare approccio della psicoterapia, quello bioenergetico.

È stato davvero prezioso per me, da sempre tesa alla poesia, alla filosofia e all’arte, “tornare con i piedi per terra”, aprendomi ad un ascolto profondo delle sensazioni corporee. Sentire che i piedi, le gambe, le braccia e ogni parte del corpo, compresa la mente, non sono segmenti separati, ma possono essere percepiti come un’Unità attraverso il libero fluire dell’energia corporea, mi ha aperto a una nuova visione di me stessa e del mondo.

Solo percependoci come Unità, infatti, possiamo riconoscere il legame tra noi e le forme fuori di noi.

Poiché le tensioni sono blocchi (fisici ed emotivi) al fluire energetico, se viviamo ignorando tale verità, il corpo diventa una gabbia per il presente. Ma se invece ne prendiamo coscienza e lavoriamo per rimuoverli, allora il corpo diventa la chiave per la vera libertà: quella interiore.

Ho infatti deciso di aderire al progetto Psicoluce spinta dal desiderio profondo di creare una “cultura dell’interiorità”. In una società in cui ogni azione si fonda sui valori “dell’avere di più” e “dell’apparire”, recuperare il contatto con il nostro nucleo più profondo, tornare ad essere, credo sia l’unica soluzione all’alienazione che avanza.