Blog

Radici per fiorire

Scritto da Isabella Lipperi

La primavera è tornata e come ogni anno, porta con sé l’energia della rinascita.

Certo, non è facile trovare l’entusiasmo per parlare di nuovi inizi, visto il periodo che stiamo vivendo: un muro alto copre l’orizzonte e fare progetti per il futuro non è ancora del tutto possibile. Eppure la primavera è tornata! E ancora una volta, ci invita a fiorire.

La natura ha già risposto al richiamo. Lei non dubita. Non si lascia intimorire. Lei se ne frega dell’autunno che l’ha sterminata; dell’inverno che l’ha paralizzata. La primavera è tornata e dai rami del prugno i fiori erompono in ogni direzione. Le margherite dal prato gridano “Eccoci! Siamo qui” e l’albicocco sfoggia il suo manto di petali rosa.

Ma proprio come il prugno necessita di radici ben salde per poter lanciare i suoi rami al cielo, lo stesso vale per noi essere umani. Fiorire è possibile, ma abbiamo bisogno di salde radici che ci diano forza, sicurezza e linfa vitale. Aprirsi al cielo è possibile, ma solo se i nostri piedi sono fisicamente ed energeticamente piantati a terra.

Il concetto di radicamento è un concetto fondamentale nell’analisi bioenergetica, e viene indicato con il termine “grounding”. Essere grounded (radicati) significa essere in contatto con la realtà esterna (l’ambiente) e quella interna (il nostro corpo). Significa essere presenti, ovvero coscienti, attimo dopo attimo, dei pensieri, delle sensazioni, delle emozioni e delle tensioni che bloccano il libero fluire dell’energia corporea. È un processo, ovviamente, e richiede tempo.

E si impara, piano piano, a depotenziare le illusioni create dalla mente che deformano la percezione di noi stessi, permettendo così al nostro sé di emergere sempre più. Qui, le domande: “chi sono?”, “cosa voglio?”, “perché sono qui?”, possono trovare risposte autentiche.

Avere un buon grounding ci aiuta a riconoscere il diritto che abbiamo di occupare uno spazio nel mondo, camminando ben eretti sopra i nostri piedi, sicuri e pieni di vita, senza più paura di non farcela o di non essere all’altezza. Credo, infatti, che la vera autostima nasca proprio dal riconoscimento di ciò che si è. Ne consegue il tramonto del nostro bisogno egoico di sentirci superiori o inferiori agli altri, o della tendenza a ripeterci che così come siamo non andiamo bene. Autostima ed umiltà sono due facce della stessa medaglia. La medaglia è la consapevolezza di chi sei veramente. Quindi…

Respira, e cura di avere radici. La primavera è già qui.

Autore

Isabella Lipperi